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  Covenant Newsletter June/July 2018  
       
 
"Il futuro che desideriamo può essere realizzato solo aumentando la consapevolezza e l’impegno ad agire"
Intervista a Markku Markkula, primo vicepresidente del Comitato europeo delle regioni & ambasciatore del Patto dei Sindaci
 
   

Grazie alla sua iniziativa diversi comuni finlandesi e la regione di Vaasa si sono recentemente impegnati per il Patto dei Sindaci 2030. Quali sono i principali fattori che spingono i governi locali e regionali della Finlandia ad aderire al Patto?

Negli ultimi anni siamo intervenuti in molti modi per stimolare, incoraggiare e sostenere i comuni e le regioni della Finlandia nell’adottare azioni concrete per affrontare il cambiamento climatico. In questo momento la consapevolezza generale tra i cittadini è molto più alta che in passato e nel dibattito politico la domanda principale è COME? E non solo perché.

I consigli comunali di alcune grandi città - grandi su scala finlandese cioè qualche centinaia di migliaia di abitanti ciascuna - hanno implementato i propri piani strategici per diventare ad impatto zero entro il 2035 o il 2040, tra di esse troviamo Espoo entro il 2030 ed Helsinki entro il 2035. Inoltre, vari comuni minori sono stati precursori di attività concrete; sto lavorando affinché anche loro possano unirsi al movimento del Patto dei Sindaci. Il consiglio regionale della regione più popolata - Helsinki con 1.6 milioni di abitanti - ha deliberato già lo scorso dicembre di voler diventare ad impatto zero entro il 2035. La Carelia settentrionale vuole diventare ad impatto zero entro il 2020. Tutti stanno lavorando in base ai propri piani d’azione e tabelle di marcia.

Ovunque il fattore determinante sembra essere il forte impegno politico dei principali partiti. Il mondo dell’industria vuole aumentare la sua competitività globale e migliorare la sua immagine in modo attivo: sono in arrivo nuove iniziative innovative Tuttavia, tutto ruota intorno alla consapevolezza e impegno pubblici - questo è il nostro sforzo congiunto per salvare il pianeta per le generazioni future.

Il Comitato europeo delle regioni è sempre stato un sostenitore del Patto dei Sindaci in Europa. Più di 30 dei suoi membri sono diventati ambasciatori dell’iniziativa. Quale ruolo possono assumere nel definire e integrare maggiormente l’iniziativa nelle politiche climatiche ed energetiche dell’UE?

Lasciatemi fare un esempio: Lo scorso luglio, in occasione dell’inaugurazione della presidenza estone dell’UE, abbiamo organizzato a Tallinn un evento congiunto sulle nuove soluzioni ambientali. Ci siamo soffermati soprattutto sulle ecoinnovazioni. In qualità di ambasciatori del Comitato delle regioni vogliamo sottolineare lo sviluppo reale e mostrare quali soluzioni vengono co-create nelle diverse parti d’Europa.

Permettetemi di fare un altro esempio. Nella seconda metà del 2019, la Finlandia punterà i riflettori sulle piattaforme digitali e l’intelligenza artificiale integrata all’economia circolare, la tecnologia pulita e tutte e quattro le dimensioni dello sviluppo sostenibile: economico, ecologico, sociale e culturale. In tutto ciò, le città e i distretti metropolitani sono i fautori di una collaborazione all’insegna di grandi miglioramenti. L’aspetto più importante, per quanto mi riguarda, è andare avanti con l’attuazione del recente piano SET: piano strategico per le tecnologie energetiche. Da questo punto di vista la mia città - Espoo dove sono presidente della Giunta Comunale - è un precursore eccellente. Due anni fa, in base ad uno studio universitario olandese, Espoo è stata premiata come la città più sostenibile d’Europa.

Insieme ai nostri collaboratori portiamo avanti l’impegno per la sostenibilità. Il coinvolgimento dell’industria va di pari passo con il piano d’azione della città a testimonianza dell’importanza cruciale rivestita dalla collaborazione per l’innovazione aperta. Fortum - la maggiore compagnia energetica della Scandinavia - ha sede ad Espoo. Fortum e la città hanno sfidato le altre compagnie a collaborare con l’innovazione aperta per raggiungere gli obiettivi sulla neutralità delle emissioni di carbonio.

L’UE ha ancora molta strada da fare per rispettare gli impegni assunti con l’accordo di Parigi. Cosa può fare concretamente la comunità del Patto per aiutare l’Europa nel colmare le lacune?

Dobbiamo agire su tutti i livelli possibili. La nuova tabella di marcia dell’UE sull’economia a basse emissioni di carbonio per il 2050 è in fase di elaborazione e il Consiglio europeo ha invitato la Commissione a presentarla entro il primo trimestre del 2019. Ci sono aspettative sul fatto che il nuovo obiettivo di riduzione delle emissioni possa essere del 95 o addirittura del 100%. Ma, voglio sottolineare che ciò aiuterà solo in parte.

Fino ad ora non c’è stata un’azione concreta sufficiente per contrastare il cambiamento climatico. È tempo che l’UE si faccia avanti e contribuisca a rendere pubblico il nuovo ruolo delle città nell’accelerare l’implementazione. Il mio consiglio è che la comunità del Patto selezioni forse dieci città o regioni pionieristiche che abbiano già definito e iniziato ad implementare azioni ambiziose insieme alle industrie e università locali - concentrandosi in particolare sui benefici apportati dalla collaborazione locale e partecipazione dei cittadini.

L’elemento fondamentale deve essere pulito & intelligente: come vengono utilizzate le nuove conoscenze e quali lezioni abbiamo imparato? Il futuro che desideriamo può essere realizzato solo aumentando la consapevolezza e l’impegno ad agire.

Attualmente il bilancio UE per il periodo 2021-2027 è in fase di discussione. In che modo i finanziamenti europei possono supportare la transizione dei firmatari del Patto verso territori sostenibili, vitali e resilienti?

Il Comitato delle regioni ha sollecitato la necessità di affrontare le questioni climatiche e sulla sostenibilità come tendenza trasversale in tutti i programmi di finanziamento dell’UE. Durante la definizione del quadro finanziario pluriennale (QFP) dovrebbero essere stabiliti degli stanziamenti minimi per il clima per dimostrare una presa di posizione forte da parte di tutti gli Stati membri e convincere così le città e le regioni guidate dalle città che esiste un enorme portafoglio di attività potenziali da implementare con la propria industria, università, ONG e altro.

Il Comitato delle Regioni insiste - e sono pienamente d’accordo - che l’Europa necessiti di una coesione rinnovata ed estesa per il finanziamento di tutte le regioni. I criteri per questo finanziamento dovrebbero portare le regioni a creare solide alleanze tra settore pubblico e privato e partnership europee per fare un uso innovativo delle conoscenze scientifiche più recenti e delle buone pratiche in tutta Europa, l’obiettivo è la trasformazione economica attraverso una crescita sostenibile - non una crescita qualsiasi.

Il finanziamento di coesione europeo può e deve essere un catalizzatore per le città e le città guidate dalle regioni per diventare più innovative nel creare sinergie tra i diversi strumenti di finanziamento. L’economia della piattaforma digitale integrata con una mentalità imprenditoriale costituirà un elemento importante nella sperimentazione, pilotaggio, prototipizzazione rapida e aumento progressivo delle soluzioni innovative per affrontare le grandi sfide sociali.

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